Welcome! I’m Martin Errichiello, an artist working with photography,                                                    News                  About                TTQTH
       video and image based researches. I’m born and based in Napoli, Italy.
       This is my personal archive.
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       PROJECTS
       Poesie d’amore (o della pietra)     

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L’Africa è una patria generale. Ognuno di noi appartiene a un popolo dei tanti, ma con una premessa in Africa. Un uomo deve un pellegrinaggio al suolo degli inizi. Lì si tocca la corteccia dell’albero delle generazioni. Laggiù il colore nero è abbacinante, il bianco è solo un margine di calce o una pregiata varietà di pepe o la versione albina di qualche mammifero. Il nero è pigmento di terra, frutto della notte anzichè della luce, perchè serve a nascondersi nel buio per meglio proteggersi o cacciare. Abituati a dire bianco e nero, in Africa si devono invertire i termini per riuscire a osservare. E’ nero su bianco, così come procede la scrittura: i corpi, le estremità che poggiano sul dorso scorticato delle piste, le mani infaticabili che impugnano preghiere, saluti e arnesi tramandati.

Ho salutato l’Africa un mattino di un quarto di secolo fa. Nei trent’anni avevo immaginato di avere uno scopo. Mi feci spedire volontario gratuito di là dall’Equatore. Scomparve dalla notte il carro dell’Orsa, apparve bassa sull’orizzonte la Croce del sud. Sotto il cielo straniero mi tenevo alla terra. Le termiti divorarono i libri, i
        serpenti nuotavano sulla polvere e i sassi, le zanzare spargevano malaria. Lasciai il villaggio d’Africa spolpato come l’aringa appesa. Da allora cerco informazioni
        senza chiederle, prendo quelle che arrivano. Da queste fotografie ricevo notizie di durata. Il continente madre va ancora scalzo condisce il suo piatto con la polvere,
        ma è in cammino e va spedito verso il suo avvenire. Il nero è il suo inchiostro e con quello scrive il fotografo scattando fotogrammi. L’Africa è una pagina tagliata in
        due dal parallelo zero, dove la notte e il giorno si dividono il cielo in parti uguali, ma la notte è più profonda e impregna le superfici del suo fumo. Il sole scende a
        terra con un crollo, sgozzato all’orizzonte con un taglio che subito rimargina. Il fotografo rinuncia alla tavolozza e scruta intorno l’Africa con la pupilla delle belve,
        che hanno per sola rifrazione il bianco e il nero.


        Erri de Luca